Intervento specialistico Greentech

Non è una normale muffa superficiale

La Serpula lacrymans, conosciuta anche come fungo delle case, può svilupparsi negli edifici in presenza di legno, murature umide, infiltrazioni e scarsa ventilazione.

Il micelio può propagarsi nelle cavità e raggiungere travi, pavimenti, perline e altri elementi lignei. Quando interessa parti strutturali, il legno può perdere progressivamente consistenza e capacità portante.

Eliminare soltanto il fungo visibile non basta. Bisogna individuare le condizioni che ne hanno permesso lo sviluppo, verificare le parti raggiungibili e impostare un trattamento adatto alla costruzione.
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Corpi fruttiferi sviluppati di Serpula lacrymans su rivestimento in legno

La “peste delle case”: un fungo capace di spostarsi nell’edificio

La Serpula lacrymans è uno dei funghi lignivori più temuti negli edifici. Nella letteratura tecnica viene spesso descritta come il “cancro delle costruzioni”; in modo ancora più diretto, può essere considerata una vera peste delle case per la rapidità con cui può degradare il legno quando trova umidità e condizioni favorevoli.

La formazione bruno-ruggine con margine biancastro visibile nella fotografia è il corpo fruttifero, cioè la parte che produce e diffonde le spore. Il fungo, però, non coincide con ciò che si vede: il micelio e i cordoni possono svilupparsi sotto pavimenti e rivestimenti, nelle cavità e lungo le murature.

La sua caratteristica più insidiosa è proprio la capacità di trasferire acqua e nutrienti attraverso la rete miceliare. In questo modo può attraversare anche materiali che non costituiscono nutrimento, come intonaco, mattoni e pietra, per raggiungere altri elementi lignei. Non vive senza umidità e non “mangia” il muro, ma può usarlo come via di passaggio.

Nel Levitico compare la descrizione di una “piaga della casa”, con alterazioni delle pareti e rimozione dei materiali colpiti. È un richiamo storico suggestivo, ma non permette naturalmente di identificare quel fenomeno con la Serpula. Mostra però quanto siano antichi il timore e l’attenzione verso le alterazioni che possono propagarsi all’interno degli edifici.

Bisogna davvero bruciare la casa?

Cercando informazioni sulla Serpula si incontrano definizioni come “cancro degli edifici”, “fungo che divora le case” e perfino il consiglio di demolire o bruciare tutto. Queste espressioni rendono bene la paura provocata dal fungo, ma trasformano un problema tecnico serio in una leggenda.

Noi non crediamo che trovare la Serpula significhi automaticamente perdere la casa. Bisogna stabilire dove il fungo è arrivato, quali parti sono ancora attive, da dove proviene l’umidità, quali elementi possono essere asciugati e trattati e quali, invece, sono realmente troppo degradati per essere conservati.

Nei casi più estesi possono essere necessarie rimozioni importanti, sostituzioni e verifiche strutturali. Ma la risposta non è il panico e non è nemmeno una spruzzata di antimuffa: è una bonifica progettata dopo la diagnosi, combinando gli interventi realmente necessari.

Come riconoscere una possibile presenza di Serpula

Formazioni visibili Materiale biancastro, grigiastro o arancione su legno e murature.
Cordoni miceliari Strutture simili a fili o radici che entrano nelle cavità.
Legno degradato Elementi scuri, fragili, fessurati o facilmente asportabili.
Problema nascosto Ricomparsa da sotto pavimenti, perline, rivestimenti o appoggi delle travi.

Le fotografie possono fornire un primo orientamento, ma non permettono sempre di stabilire fin dove sia arrivato il fenomeno o quale sia lo stato interno degli elementi lignei.

Perché i normali prodotti antimuffa non sono sufficienti

Spruzzare un prodotto sulla superficie può trattare temporaneamente la parte visibile, ma non risolve automaticamente il micelio presente nelle cavità, il legno già deteriorato, l’acqua trattenuta nelle murature o le infiltrazioni ancora attive.

Se le condizioni di umidità rimangono favorevoli, il problema può ripresentarsi.

Il trattamento Greentech

Non esiste un unico prodotto o una procedura valida per tutti i casi. L’intervento viene definito dopo aver esaminato la costruzione, i materiali coinvolti, l’estensione raggiungibile dal fungo e soprattutto le possibili fonti d’acqua.

  • diagnostica strumentale di murature, pavimenti ed elementi lignei;
  • ricerca di infiltrazioni, perdite e altre fonti di umidità;
  • definizione delle parti da rendere accessibili;
  • rimozione del materiale non recuperabile;
  • trattamenti termici localizzati a microonde o infrarossi;
  • asciugatura assistita e deumidificazione;
  • applicazione mirata di prodotti fungicidi professionali specifici;
  • opere edili, sigillature o impermeabilizzazioni quando necessarie;
  • verifiche strumentali e indicazioni per il ripristino finale.

La soluzione può quindi integrare diagnostica, rimozione, calore controllato, asciugatura, trattamento chimico e correzione edilizia delle cause. Tecniche, tempi e opere necessarie vengono scelti dopo la diagnosi, evitando di applicare automaticamente lo stesso trattamento a edifici diversi.

Ispezione e trattamento di un caso reale

Tecnologie impiegate durante il trattamento

Le fotografie mostrano il trattamento a microonde e il relativo controllo termografico, ma rappresentano solo una parte del lavoro. In funzione della diagnosi possono essere impiegati anche infrarossi, deumidificatori, misure igrometriche, prodotti specifici e interventi edili o di impermeabilizzazione per eliminare gli apporti d’acqua individuati.

Prima bisogna trovare l’acqua

La presenza del fungo è legata a condizioni favorevoli di umidità. Durante la diagnostica vengono quindi controllati, in funzione dell’edificio, vecchie perdite, bagni e impianti sovrastanti, pareti controterra, pluviali, pavimentazioni esterne, cunicoli, cavità, appoggi delle travi e aperture in comunicazione con l’esterno.

La bonifica deve essere accompagnata dalla correzione degli apporti d’acqua individuati. Se la causa rimane attiva, nessun prodotto può offrire una soluzione stabile.

Dalla conoscenza del fungo all’intervento

Le immagini provengono da interventi eseguiti in due abitazioni di montagna, entrambe caratterizzate da legno, murature massicce e parti difficilmente ispezionabili. I contesti e l’estensione del fenomeno erano diversi, ma il criterio è stato lo stesso: individuare l’umidità, rendere accessibili le zone necessarie, rimuovere ciò che non era recuperabile e combinare le tecnologie più adatte al caso.

Hai trovato un fungo su travi, pavimenti o murature?

Inviaci fotografie ravvicinate e panoramiche, la località dell’edificio e le informazioni disponibili su perdite, infiltrazioni o precedenti lavori.

In base alla documentazione possiamo indicare se servono ulteriori verifiche, una diagnostica tecnica o un sopralluogo finalizzato alla bonifica.

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