GLOSSARIO UMIDITA' MURI

UMIDITÀ
L'umidità è la quantità d'acqua sotto forma di vapore contenuta nell'aria o in un corpo. Avrai sentito dire c'è "tanta umidità" tipo il 70% e così via. Come in estate quando c'è "afa". Ma il 70% di cosa?
Forse non sai che quella è l'umidità RELATIVA e c'è anche l'umidità ASSOLUTA. Umidità relativa a cosa? relativa alla quantità massima che l'aria può contenere a una certa temperatura. Ad esempio a 30 gradi l'aria può contenere 30 grammi d'acqua per metro cubo; a 0 gradi ne può contenere al massimo 4.8. Quindi il 70% di umidità a 30 gradi è il 70% di 30 grammi per metro cubo (21 grammi) e il 70% di umidità a 0 gradi sarebbe il 70% di 4.8 grammi = 3.3 grammi. È facile vedere che per quanto possa essere alta l'umidità esterna in inverno la'ria contiene sempre meno acqua di quella che c'è all'interno.
Il clima in un edificio è determinato dall'umidità assoluta cioè da quanti grammi di acqua sono effettivamente contenuti in un metro cubo di aria. Questo ti fa capire perché aprendo le finestre per qualche minuto in inverno, anche se fuori è freddo e umido, farà diminuire l'umidità dentro la stanza. In estate potrebbe succedere il contrario, che all'esterno ci sia più umidità assoluta che all'interno. Aprire le finestre in agosto per "deumificare" la cantina peggiorerà la situazione.
UMIDITA' DI RISALITA
L'umidità di risalita è un fenomeno natuarale per cui il materiale edile con cui sono costruiti i muri e le fondazioni della casa, attirà acqua dal terreno e per capillarità questa risale anche fino ad altezze considerevoli, degradando il muro, intonaci e pitture. È un problema tipico delle case che hanno una certa età. In passato non si costruivano fondazioni isolate o se sono state fatte si potrebbero essere degradate. Purtroppo il fenomeno accade anche in case recenti a causa di grossolani errori di progettazione o di esecuzione dei lavori. A volte nelle case nuove si hanno fenomeni che vengono considerati ed etichettati "umidità di risalita" ma non lo sono. I nostri tecnici possono stabilire se si tratta di un caso di falsa umidità di risalita. Per risolvere l'umidità di risalita sono stati usati un sacco di metodi "coprenti" e sistemi invasivi come taglio dei muri, contropareti e fori di aereazione. Tutte cose che non hanno mai funzionato. le soluzioni ci sono ma quelle meccaniche sono molto costose. Una valida alternativa è la tecnologia di deumidificazione naturale a inversione di polarità Aquapol.
UMIDITA' DI CONDENSA
Avrai sicuramente osservato l'umidità che si forma su una bottiglia fredda quando la tiri fuori dal frigo in estate. visibile tirando fuori una lattina fredda dal frigo in estate. Si riempirà di goccioline d'acqua. In inverno puoi averlo notato lungo i vetri. Quando la condensa si forma nelle case e sui muri a causa di eccessiva umidità ambientale e cattiva aerazione può causare le fastidiose muffe sui muri. Quando l'umidità ambientale è troppa, l'aria incontrando un muro o un oggetto più freddo può condensare perché non riesce più a contenere la stessa quantità di umidità ad una temperatura più bassa. (vedi fe. umidità sopra). La temperatura a cui avviene la condensa si chiama "punto di rugiada". Riuscendo ad evitare di raggiungere quel punto si elimina la formazione di umidità di condensa. In nostri tecnici sono in grado di calcolare il punto di rugiada nella tua casa e individuare sia le cause dell'eccesso di umidità che dei punti più freddi. E quindi possiamo risolvere il problema alla radice e definitivamente.
MUFFA MUFFE NEI MURI
Le muffe nei muri sono un fenomeno orrendo che non colpisce solo le case vecchie ma è molto frequente anche nella case nuove perfino in Classe A. L'umidità e la formazione di muffa sui muri nelle case nuove è dovuta ad un eccesso di isolamento termico non traspirante e ad una scarsa aerazione. Le case nuove negli ultimi 20 anni sono state costruite col punto di vista della riduzione delle emissioni e del risparmio energetico. Questo ha portato ad avere case super isolate e ricoperte di polistirolo che si riscaldanoin un attimo e costano poco di riscaldamento ma il clima interno spesso lascia molto a desiderare.
Una famiglia media di 4 persone emette circa 8-10 litri al giorno di acqua sottoforma di vapore acqueo che si accumula in casa se non trova il modo di uscire. Pareti coibentate con infissi a taglio termico non fanno passare aria. Di conseguenza, basta il minimo errore di progettazione per avere umidità di condensa sui muri e anche sugli oggetti. E le muffe fioriscono. Alcune muffe sono particolarmente fastidiose, e in generale possono causare allergie o malattie respiratorie.
La muffe sui muri si formano anche in case vecchie o meno recenti. Nelle case vecchie ci potrebbero essere delle infiltrazioni e altre ragioni che causano eccessiva umidità in casa. A volte introdurre un pezzo di tecnologia moderna in una casa vecchia come un cappotto esterno o degli infissi termici è il fattore scatenante dell'umidità di condensa e quindi della formazione di muffa sui muri. I nostri tecnici come prima cosa individuano la vera causa della condensa. Dopo aver eliminato le muffe sui muri eliminiamo con disinfestanti professionali ed efficaci, bisogna individuare e risolve la causa della condensa e delle muffe. Altrimenti si potrebbero riformare. Come sempre succede quando si leva la muffa con la candeggina e poi si ri-tinteggiano le pareti.
UMIDITA' IGROSCOPICA
L'umidità igroscopica è l'umidità causata dai sali. Avrai notato che il sale da cucina in casa attira umidità e si "bagna". Vari tipi di sali sono contenuti nella muratura. L'umidità di risalita, salendo dal terreno si porta dietro sali che erano disciolti nel terreno o contenuti nell'acqua. I sali penetrano nell'intonaco e nel muro e lo rompono quando cristallizzano. Questi sali poi attirano altra umidità dall'aria della stanza. Se un muro viene deumidificato ma continua ad avere molti sali all'interno potrebbe attirare umidità dall'aria e formare delle macchie. Se per costruire il muro è stata usata acqua di mare o acqua molto calcarea o se nei materiali stessi ci sono molti sali si creerà umidità igroscopica e le tipiche macchie di umidità nei muri. Alcuni sali sono particolarmente difficili da trattare. Quando si fa un risanamento di muri umidi è importante analizzare il tipo di sali e la loro quantità per poter agire correttamente quando si rifanno gli intonaci. Questo tipo di umidità viene spesso confusa con l'umidità di risalita. I nostri tecnici sono in grado di analizzare la salinità della muratura e stabilire con certezza il tipo di sali presenti e le tecniche per eliminarli.
INTONACO DEUMIDIFICANTE
L'intonaco deumidificante è una parola che purtroppo non ha un significato chiaro per tutti. Ci sono degli intonaci che servono a "contenere l'umidità" e quindi creano una barriera alla fuoriuscita dell'umidità di risalita. Questi intonaci di solito ottengono solo l'effetto di far uscire l'umidità più in alto o più a lato quanche mese o anno dopo essere stati stesi. Non sono di certo "deumidificanti". Poi ci sono intonaci che vengono chiamati deumificanti perché dovrebebro "assorbire" l'umidità e lasciarla traspirare, ma anche quì spesso è solo scritto nella pubblictà o scheda tecnica ma non sono realmente deumificanti. A questa categoria appartengono gli intonaci a base di calce naturale che però non contengono solo calce idraulica naturale ma anche cemento. Bisogna quindi distinguere e non farsi deviare dalle belle parole "deumidificante" e andare a leggere bene cosa contengono. Poi ci sono intonaci che sono veramente "risananti" perché hanno un ciclo di rinzaffo anti sale, impacchi anti sale, intonaco e finitura a base di calce idraulica naturale addizionata ad elementi nobili, pozzolana, cocciopesto ecc e che effettivamente hanno un potere di assorbimento dei sali e dell'umidità notevole. E poi ci sono nuove tecnologie che stanno uscendo basate anche sulle nanotecncologie che affermano di risucire a contenere e far traspirare l'umidità dei muri. Da ultimo ci sono intonaci che "spingono" l'umidità e che si usano in situazione tipo contro terra con infiltrazioni laterali. Questi di solito vanno accompagnati ad altre barriere a seconda del problema da risolvere.
Il nostro punti di vista è che più si riesce a deumidificare un muro e più saranno funzionali anche gli intonaci applicati. I nostri tecnici possono valutare il tipo di intonaci risananti e le tecnologie da applicare dopo avere analizzato il muro.
DEUMIDIFICAZIONE NATURALE CON ONDE - AQUAPOL
Aquapol è la prima e più funzionale tecnologia dei deumidificazione naturale dei muri umidi. I muri vengono deumificati dall'umidità di risalita con un dispositivo che emette onde gravomagnetiche che invertono la polarità delle molecole d'acqua che risalgono il muro. L'acqua perde la sua forza di adessione ai capillari e riscende tornado da dove è venuta. Il valore aggiunto di Aquapol è l'esperienza trentennale nel campo della deumificazione ch epermette di eseguire diagnostiche e follow up fino ad una deumificazione definitiva. Dato che l'umidità di risalita non viene mai da sola è importante saper indicare le altre azioni per il risanamento completo dei muri umidi. Diffida dei tentativi di imitazione che da un paio di anni stanno uscendo sul mercato italiano da piccole ditte che imitano le garanzie senza un reale background di know how e di deumidificazioni. Per maggiori informazioni vedi la sezione nel sito o visita il sito aquapol. --
TAGLIO DEL MURO RESINE ANTI UMIDITA'
-- Un metodo di risolvere l'umidità di risalita che attualmente non funziona. Le prime ditte che facevano questi lavori creavano una vera e propria barriera e utilizzavano grandi quantità di prodotto costoso. Col passare del tempo la cosa è dilagata, sono nati sistemi più semplici, veloci, fai da te, economici ecc ecc. Già prima una barirera poteva solo durare un certo numero di anni ma adesso non fa nemmeno in tempo ad asciugarsi tutta l'umidità dal muro dopo l'esecuzione della barriera che è già ora di rifarla.
AERATORI CON RECUPERO DI CALORE
--Sono dei dispositivi d aereazione che deumidifcano la casa facendo circolare sempre aria fresca e filtrata dall'esterno ma riscaldandola prima di immetterla. Il modo in cui riscaldano l'aria in certi modelli è totalmente passivo infatti utilizzano il calore dell'aria calda e umida che viene espulsa per riscaldare quella fresca. Questi dispositivi sono a parete e non centralizzati e non solo tengono sempre l'aria pulita e priva di odori ma possono essere anche dotati di filtri anti polline e anti poveri sottili. Il loro scopo è quello di deumidificare l'ambiente e evitare la formazione della condensa immettendo aria meno umida dall'esterno. I nostri tecnici possono valutare il numero e i modelli necessari per deumidificare e per arieggiare correttamente qualsiasi abitazione. Nella casa in classa A o B dove l'aria non circola perché la casa è isolata da tutti i lati e ha infissi impenetrabili, installare questi aereatori è l'unica soluzione per evitare la condensa e per avere un clima ideale in casa.
IMPERMEABILIZZAZIONE CON NANOTECNOLOGIE
--I protettivi a base di nanotecnologie hanno la caratteristica di essere contemporaneamente traspiranti all'aria al 100% e impermeabili all'acqua. Proteggendo una parete con le nanotecncologie si lascia traspirare il muro e non si crea nessun effetto pellicolante mentre si rende il muro impermeabile. Questo è particolarmente utile nelle pareti fronte strada che prendono spruzza di pioggia e si degradano, oppure dove la pioggia può arrivare a bagnare una parete esterna della casa. I muri che prendono la pioggia o gli spruzzi non solo si degradano ma portano umidità all'interno della casa. Questo tipo di umidità a volte viene confusa con umidità di risalita perché all'interno si scrostano gli intonaci. A volte sono presenti entrambe. Con le nanotecnologie è possobile proteggere murature, colonne, balconi e terrazze dall'acqua, dallo sporco e dai sali.
UMIDITA' MURO CONTRO TERRA
--Questo tipo di umidità spesso viene confuso con umidità di risalita. nei seminterrati, cantine, garage e taverne spesso si hanno gli intonaci che si scrostano a causa di infiltrazioni laterali o perché la parete poggia contro la terra. Di solito aumenta quando piove. I dispositivi di deumidificazione possono essere parzialmente efficaci in caso di umidità contro terra e quindi si devono usaer altri accorgimenti, intonaci e barriere e i lavori negli interrati vanno sempre accompagnati dall'istallazione di sistemi di aereazione con recupero del calore per evitare l'umidità di condensa. I nostri tecnici possono studiare ogni tipo di umidità contro terra e suggerire la soluzione ottimale.
DEUMIDIFICAZIONE
--parola che indica un'attività che molti dicono di fare ma pochi sanno fare veramente. La prima cosa da saper fare è individuare la sorgente dell'umidità che molto spesso non è una sola ma più di una. Per ogni tipo di umidità essite una soluzione (quella giusta) e mille sbagliate.
NORME UNI 11085 PER RILEVAZIONE UMIDITA' MURI
--Si tratta di norme per stabilire con precisione quanta umidità c'è all'intenro di un muro. Si deve prelevare un campione di muro e calcolare con precisione la quantità di acqua contenuta. La cosa viene ripetuta a varie altezze e profondita e punti diversi della casa. Solo in questo modo è possibile stabilire l'esatta quantità di umidità e se un prodotto ha o no deumidificato il muro. Utilizzare una termocamera per stabilire quanto un muro sia umido è una procedura non approvata poiché la termocamera misura solo la temperatura. La temperatura è influenzata da molti fatotri e fare un foto in un giorno di sole è diverso che in un giorno di pioggia. Si dovrebbero ricreare le stesse condizioni climatiche per fare un paragone prima/dopo il che è quasi sempre impossibile.
ELETTRO OSMOSI ATTIVA
--Antico metodo di deumidificare i muri causando un elettrochock alla parete. Si intorducono elettrodi nella parete e si da corrente. Alcuni sistemi prevendono 3 messi a tempo pieno di "scossa" e poi una centralina che da scosse quando "necessario" altri funzionano in continuazione. In ogni caso sconsigliamo di utilizzarlo in una tipica casa abitata. Va bene forse in qualche chiesa o edificio storico. È anche un procedimento costoso. Non si sa la quantità di elettrosmog che possono generare questi sistemi. Il principio però è valido e consiste nel invertire la polarità delle molecole d'acqua che sono un dipolo elettrico.
DEUMIDIFICATORE ELETTRICO
--Un apparecchio che non dovrebbe essere utilizzato in 2 casi. A) quanto si ha umidità di risalita perché causa l'effetto "stoppino" Più si deumifical'ambiente e più il muro evapora acqua e più ne tiura su di nuova dal terreno. Attirando acqua più velocemente attira anche più sali e continunado ad evaporare continua a cristallizare sali che spaccano gli intonaci. meglio prima fermare la risalita dell'acqua e poi accendere il deumidificare. Idem vale per il riscaldamento infatti vicino ai termosifono i muri affetti da umidità di risalita sono più degradati.
B) il secondo caso in cui non si deve usare un deumidificatore è quando si hanno muffe sui muri. Le spore delle muffe sono molto volatili e questi apparecchi le fanno volare e si fermano nei filtri con la conseguenza che vengono fatte volare in altre stanze dove prima non c'erano creando un circolo vizioso. Prima si disinfestano le muffe, si puliscono i filtri e poi si accende il deumidificatore se necessario.
VESPAIO AERATO
-- Un ottimo metodo conosciuto fin dai romani di isolare la casa dal terreno. Questo allontana l'umidità e anche il gas Radon. Purtroppo qualcuno l'ha fatto diventare una "soluzione all'umidità di risalita" cosa che non è mai sato. Infatto nelle vecchie case i muri poggiano sul terreno quindi il vespaio isola il pavimento ma i muri continuano a "pucciare" acqua dalle falde come se fossero dei biscotti. A volte i vespai fatti di iglu se sono fatti male o se i muri sono molto umidi possono perfino perggiorare la situazione perché l'umidità ristagna e condensa nel vespaio.

GLOSSARIO DEPURATORI ACQUA

ADDOLCITORE
L'Addolcitore è il sistema più diffuso per il trattamento dell'acqua dura o calcarea. Rimuove il calcare usando "resine a scambio ionico" (altamente tossiche se ingerite o dispere nell'ambiente) - L'addolcitore scambia ioni di calcio disciolti nell'acqua con ioni di sodio presenti nel sale che viene immesso regolarmente nell'addolcitore. Si tratta di una specie di "bombolone" con o senza un serbatoio esterno per salamoia.
Il prezzo varia in base alla qualità e alla grandezza necessaria, la quale viene stabilita dalla quantità d'acqua usata e dalla durezza dell'acqua. (Oppure viene stabilito dall'ingordigia dell'istallatore che sovradimensiona il prodotto.) La qualità e il prezzo variano anche se si tratta di un addolcitore che rigenera (lava) automaticamente le resine tramite una testata meccanica o elettronica volumetrica (in base ai consumi) o temporizzata. A seconda delle dimensioni può raggiungere anche qualche migliaia di euro - Gli addolcitori vanno installati all'inizio dell'impianto idraulico e devono avere uno scarico. Sono abbastanza ingombranti e anche un po' rumorosi e per questo, raramente si possono installare negli appartamenti.
E' bene far presente che questi apparecchi sono INQUINANTI. Richiedono costante rifornimento di sale e periodica manutenzione. La resina usata è principalmente stirene che è tossica per l'uomo e l'ambiente. Il sodio immesso in grandi quantità nell'acqua viene disperso nell'ambiente.
La concentrazione massima consentita dalla legge di sodio nell'acqua è 200 mg/l che è una quantità molto elevata rispetto alle acque normali o minerali che vengono valutate in base alla loro mancanza di sodio.
Spesso gli addolcitori producono acqua che supera il limite di 200 mg litro rendendo l'acqua non potabile!
L'acqua addolcita non può essere usata per fare pappe ai bambini a causa della loro intolleranza al sale.
L'acqua addoclita spesso è viscida al tatto ed è corresiva per tubi in metallo.
L'addolcitore tuttavia è considerato il mezzo "classico" e sicuro di eliminazione del calcare nelle nostre case e industrie. Normalmente viene consigliato solo se l'acqua è veramente molto dura e per legge nelle case non dovrebbe essere tarato a meno di 15 gradi francesi. Cosa che non sempre avviene.
Greentech srl essendo un'azienda sensibile all'ambiente e propone tecnologie innovative, preferiamo consigliarvi la tecnologia di addolcitore elettronico Hydropath, usata con grande successo in tutto il mondo. La British Gas da 20 anni in Inghilterra utilizza Hydropath per proteggere centinaia di migliaia di caldaie dal calcare con un risparmio di più di 2.5 milioni di sterline all'anno.
Hydropath non inquina l'acqua, non usa il sale o altre sostanze chimiche, NON E' UN MAGNETE!. Non ha bisogno di alcuna manutenzione.
AMMONIO
La presenza dell'ammoniaca in ambiente idrico deriva da degradazione delle sostanze proteiche ed è quasi sempre connessa a fenomeni di inquinamento in atto di origine organico-biologica.
Che manutenzione richiede Hydropath?
Nessuna. Lo installi e te lo dimentichi. Funziona 24 ore su 24 sia a monte che a valle di dove è installato, sia con acqua ferma che in movimento. Impedisce la formazione di nuovo calcare ed elimina quello "vecchio" non solo nei sistemi domestici (caldaie ecc) ma anche in piscine, saune, scambiatori di calore e altre situazioni di calcare industriale.
Al contrario di un addolcitore che richiede continua manutenzione, rigenerazione delle resine, aggiunte di sale e inquina l'ambiente - hydropath non richiede manutenzione, non inquina l'ambiente ne l'acqua !
CLORO
Il Cloro come elemento chimico puro si presenta sotto forma di un gas verde. Ha un intenso odore soffocante ed e' altamente tossico. Nella sua forma liquida e solida e' un potente agente ossidante, sbiancante e disinfettante.
Tuttavia il Cloro ha un pesante "rovescio della medaglia" per questo la nostra azienda, la Greentech propone trattamenti de-batterizzanti e filtranti per l'acqua che NON fanno uso di cloro nè di altre sostanze chimiche.
Strano destino, quello del cloro e dei suoi derivati: salutati, alla loro nascita, come scoperte rivoluzionarie e liberatorie, hanno spesso svelato, dopo qualche tempo, di nascondere delle trappole tecnologiche da cui è stato faticoso e costoso uscire.
Non c'è dubbio che, come disinfettante delle acque, il cloro ha contribuito a debellare molte malattie portate da batteri e virus; solo dopo un secolo si è visto che il cloro provocava anche la formazione di sostanze indesiderabili. Dette trialometani. Uno dei primi derivati organici del cloro fu il cloroformio, salutato con entusiasmo come sostituto dell'infiammabile etere per le sue proprietà narcotiche ed anestetiche nelle operazioni chirurgiche; solo più tardi sarebbe stato scoperto che il cloroformio è velenoso e ne sarebbe stato vietato l'uso in anestesia.
I composti organici del cloro sono in genere non infiammabili e la scoperta che molti derivati del cloro - trielina, tetracloruro di carbonio, percloroetilene, eccetera - sono buoni solventi dei grassi permise di sostituire altri solventi infiammabili, come il solfuro di carbonio e la benzina, usati nell'industria olearia. Anche di questi, più tardi, è stata scoperta la tossicità.
Fra i successi del cloro vi fu la scoperta del cloruro di vinile, che poteva essere facilmente trasformato in una materia plastica destinata a grandi fortune e ad altrettanto grandi polemiche. La produzione industriale del cloruro di vinile e del cloruro di polivinile (PVC) cominciò nel 1928 negli Stati Uniti e nel 1933 in Germania; la loro fortuna era dovuta al fatto che con il PVC potevano essere fabbricati tubi, lastre, oggetti stampati, sacchetti per imballaggi, rivestimenti per fili elettrici, duraturi, non infiammabili, elastici. Soltanto a partire dagli anni 50 è stato scoperto che il cloruro di vinile, la materia prima per le resine PVC, è tossico e cancerogeno e che i manufatti di PVC, quando sono bruciati negli inceneritori di rifiuti, provocano la formazione di acido cloridrico corrosivo e inquinante.
Un altro successo del cloro si ebbe negli anni quaranta del Novecento quando fu scoperto - il dicloro-difenil-tricloroetano, o DDT, peraltro noto già molti decenni prima - presentava eccezionali proprietà insetticide. Con massicci impieghi di questa polvere i soldati americani riuscirono a sopravvivere nelle paludi e nelle giungle asiatiche, nelle zone europee infestate dalla malaria, a impedire la diffusione dei parassiti nei campi di prigionia, fra i popoli affamati, nelle città devastate dai bombardamenti.
Già negli anni cinquanta fu però scoperto che il "miracoloso" DDT e altri simili pesticidi clorurati, grazie alla loro eccezionale stabilità chimica, restavano inalterati nel suolo, nei raccolti, negli animali; anzi, essendo solubili nei grassi, passavano attraverso le catene alimentari e furono scoperti addirittura negli oceani lontani dai campi coltivati e dalle zone antropizzate. Ciò indicava che il DDT dai campi e dagli escrementi si diffondeva negli oceani e veniva trasferito da un animale all'altro fino a diventare un contaminante di tutta la biosfera.
Un nuovo punto a sfavore del cloro fu offerto dalla guerra nel Vietnam (1963-1975); per snidare i partigiani Vietcong dalla giungla in cui si nascondevano, protetti dalla popolazione locale, gli Stati Uniti per anni hanno distrutto vasti tratti di foresta tropicale irrorandola con grandi quantità di erbicidi, principalmente dell'"efficace" 2,4,5-T.
Intorno al 1970 cominciarono ad apparire degli studi che rivelarono la comparsa nella popolazione vietnamita, e poco dopo anche nei soldati americani reduci dal Vietnam, varie malattie dovute all'assorbimento di una sostanza fino allora quasi sconosciuta, la diossina, un contaminante dell'erbicida.
La diossina tornò all'attenzione di tutto il mondo il 10 luglio 1976 quando, in una piccola fabbrica di triclorofenolo a Meda, a nord di Milano, la Icmesa, si ebbe un'esplosione che fece uscire dal camino una "nube" contenente, in finissima dispersione, alcuni chilogrammi di diossina che ricadde su alcuni ettari del territorio del vicino comune di Seveso, con danni alle persone e morte di numerosi animali. Il nome "Seveso" divenne così sinonimo della presenza di fabbriche pericolose, in zone densamente popolate, all'insaputa degli abitanti. L'uso degli erbicidi clorurati e dell'esaclorofene, derivati dal triclorofenolo, fu gradualmente ridotto o vietato, ma il tutto contribuì ulteriormente a mettere in discussione l'utilità del cloro.
Si vide allora che la diossina si formava anche negli inceneritori di rifiuti solidi urbani, a causa di reazioni fra il PVC o altre molecole clorurate con altri componenti dei rifiuti; che la diossina si formava nel corso dell'uso e della distruzione delle traversine ferroviarie di legno impregnate di pentaclorofenolo, e dei bifenili policlorurati (o PCB), i fluidi isolanti elettrici dei trasformatori, che tanto favore avevano fino allora incontrato proprio per la loro resistenza agli incendi.
Negli anni trenta del Novecento Midgley, il grande e controverso inventore, di cui si è parlato qui, scoprì che idrocarburi contenenti cloro e fluoro, i CFC, si prestavano come fluidi frigoriferi, come propellenti per prodotti spray, come solventi industriali, come agenti per il rigonfiamento delle materie plastiche espanse usate come isolanti termici, nelle imbottiture di divani e sedili per autoveicoli, eccetera.
Intorno al 1980 alcuni studiosi osservarono che i clorofluorocarburi, e altri gas clorurati, che si liberano nell'atmosfera, raggiungono la stratosfera e distruggono lo strato di ozono che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette biologicamente dannose. Attualmente vi sono norme internazionali per il graduale divieto della fabbricazione e dell'uso dei CFC.
Col crescere dell'attenzione per il cloro e i suoi effetti nocivi, sono state condotte indagini più accurate anche nel campo di altri usi del cloro e fu visto che, durante la sbianca della carta e dei tessuti con cloro, si formano composti clorurati che finiscono nelle acque e sono nocivi per la fauna. In molti paesi l'uso del cloro nell'industria della carta è scoraggiato o vietato; alcune cartiere usano biossido di cloro al posto del cloro, altre usano acqua ossigenata o ozono.
La polemica è ormai così vivace che varie associazioni ambientaliste, specialmente Greenpeace, stanno sostenendo una campagna per la diminuzione degli usi del cloro e dei suoi derivati. Naturalmente la grande industria chimica ha mobilitato i suoi scienziati per sventare il pericolo, mettendo in evidenza che, se non si usasse più il cloro, per esempio, nella depurazione delle acque, milioni di persone morirebbero di infezioni intestinali, una tesi che zoppica perché al posto del cloro possono essere usati altri agenti disinfettanti.
Tramite un impianto di depurazione domestica è possibile liberarsi del cloro nell'acqua ma sopratutto di tutti i suoi derivato come il cloroformio e di tutti gli altri "trialometani" che si formano quandoi il cloro "disinfettando" uccide e si combine con batteri e altro materiale organico. E' possibile anche ridurre al minimo la necessità di immettere cloro nell'acqua di pozzo, in piscine ecc tramite l'uso dell'esclusiva tecnologia antibatterica e anticalcare Hydropath.
CLORURI
I cloruri sono molto comuni nei campioni d'acqua e la loro origine è molto varia. Generalmente sono più ricche in cloruri le acque che scorrono in ambienti costituiti da rocce sedimentarie clorurate, come può essere ad esempio un giacimento di salgemma, oppure quando l'acqua scorre vicino a bacini salmastri o in prossimità del mare.Se una fonte idrica presenta delle continue variazioni nella concentrazione dei cloruri, ciò può indicare la presenza di una possibile fonte d'inquinamento, visto che i cloruri possono derivare anche da materiale organico proveniente dalle fogne, come urina o feci.In base alla legge italiana i valori riscontrati nelle acque devono essere inferiori a 250mg/l.
Come funziona il dispositivo Hydropath o Hydroflow? Tecnicamente è credibile?
Il dispositivo Hydropath e Hydroflow introduce nel sistema idrico di distribuzione dell'acqua dei campi elettrici variabili ed in ordine casuale. Impulsi ad altissima frequenza. Questo campi elettrici influenzano gli ioni di calcio disciolti nell'acqua, i quali si aggregano in cristalli più grossi del normale. Quando l'acqua varia in temperatura, il calcare normalmente si deposita sulle tubazioni; con il trattamento hydropath e hydroflow rimane invece in sospensione e viene eliminato con il flusso dell'acqua. I campi elettrici lavorano sia a monte che a valle del condizionatore d'acqua. E anche quando l'acqua è ferma. L'acqua così trattata è inoltre in grado di eliminare in poche settimane il calcare già presente nelle tubazioni, serpentine, caldaie, scambiatori di calore ecc.
A differenza dei magneti che non fanno niente al calcare già esistente, funzionano solo con acqua in movimento e solo nella zona dove è posizionato il magnete.
Quindi non confondete il funzionamento di Hydropth e Hydroflow con i magneti, Questo è un vero e proprio condizionatore d'acqua.
Cos'è la Legionella? E' vero che il Cloro non la elimina?
LEGIONELLA (Malattia del Legionario e Febbre di Pontiac)
Hydroflow è il condizionatore d'acqua che elimina batteri incluso la legionella oltre ad eliminare la formazione del calcare e lo scioglimento di quello esistente, per questo dovrebbe essere installato in ogni impianto idraulico, caldaia, piscina e torre di raffreddamanto.
La malattia del Legionario è un'infezione polmonare (polmonite) provocata da un batterio Gram-negativo, aerobico, conosciuto con il nome di Legionella pneumophila. Ad oggi sono state identificate più di 30 specie di Legionella, ma il 90% delle affezioni negli esseri umani sono causate dalla Legionella pneumophila . La seconda specie più volte isolata in esseri umani è la Legionella micladei, che diventa la prima nei pazienti trapiantati.
Il periodo di incubazione della malattia del Legionario va dai due a dieci giorni. Per svariati giorni il paziente può sentirsi stanco ed affaticato. La maggior parte dei pazienti che vengono ricoverati in ospedale sviluppano febbre molto alta, spesso superiore ai 39.5° C. La tosse può rappresentare il primo segnale di un'infezione polmonare è può essere sufficientemente grave da produrre escreato. Sono comuni anche sintomi gastrointestinali, dei quali la diarrea è il più identificativo. Molti pazienti hanno pure nausea, vomito, e mal di stomaco. Altri sintomi frequenti sono mal di testa, dolori muscolari e toracici, e respiro affannoso. Analisi di laboratorio possono poi indicare, un malfunzionamento delle reni.
Dopo essere stati dimessi dall'ospedale, alcuni pazienti possono soffrire, per svariati mesi, di affaticamento, perdita di energia e di difficoltà di concentrazione. Di solito, il completo recupero non avviene prima di un anno.
Se la polmonite viene trattata sul nascere con le adeguate cure di antibiotici, la ripresa è eccellente, a patto che il paziente non soffra già di altre malattie che ne compromettano il sistema immunitario. Invece, un ritardo nell'adozione di un'adeguata terapia in quei pazienti con un sistema immunitario indebolito, compresi i trapiantati, può portare ad una prolungata ospedalizzazione, complicazioni e talvolta al decesso.
La Febbre di Pontiac è invece una malattia a carattere lieve, le persone interessate manifestano febbre e dolori muscolari, ma non polmonite. Il periodo di incubazione della Febbre di Pontiac è più corto rispetto a quello della Legionellosi e generalmente varia da alcune ore fino ad un paio di giorni.
Possono contrarre la malattia del Legionario individui di ogni età, tuttavia l'infezione colpisce preferibilmente le persone di mezza età e gli anziani, in particolar modo i fumatori e coloro i quali soffrono di disturbi polmonari cronici. Sono persone ad alto rischio di infezione anche gli immuno-compromessi per di malattie come, cancro, diabete, AIDS ed anche i pazienti dializzati. Anche i tossicodipendenti sono individui ad alto rischio. La Febbre di Pontiac è invece più comune nelle persone in buona salute.
La Legionella è un' abitante naturale degli ambienti acquatici e si può trovare in fiumi, laghi e ruscelli. Una specie di Legionella (L. longbechae) è stata trovata nel terriccio da vaso.
La Legionella si può trovare in numerosi sistemi idrici. Tuttavia i batteri si riproducono in gran numero, nell'acqua tiepida e stagnante. (30 - 40° C.), come, ad esempio, quella che si trova in svariati impianti idraulici e contenitori di acqua calda, nelle torri di raffreddamento e condensatori di evaporazione dei grandi impianti di condizionamento e nelle sorgenti termali.
Si sono verificate epidemie di Legionellosi dopo che alcune persone avevano respirato le goccioline provenienti da acqua contaminata dal batterio della Legionella. Si può essere esposti a queste goccioline in casa, nei posti di lavoro, negli ospedali o nei locali pubblici. La Legionellosi non si trasmette da persona a persona.
Il controllo continuo dei livelli di Legionella nei sistemi idrici, è essenziale per prevenire il rischio di epidemie di Legionellosi.
Il Virkon è stato testato e si è dimostrato efficace contro la Legionella pneumophila.
Nel 1979 è stato dato origine al genere Legionella e alla famiglia Legionellaceae per includere un nuovo batterio, Legionella pneumophilia, patogeno respiratorio, isolato dai tessuti polmonari di individui deceduti per polmonite, in seguito ad una forma di focolaio epidemico manifestatosi nel corso di un convegno dell'American Legion, in un albergo di Philadelphia nel luglio 1976. Da qui il nome di "malattia dei legionari". Fino ad oggi si conoscono circa 37 specie diverse di Legionella, tra tutte la Legionella pneumophila è quella più patogena. È un piccolo bacillo gram - negativo che al microscopio appare sottoforma di bastoncello, è classificato come "cloro-tollerante" (i normali trattamenti delle acque con il cloro quindi non eliminano il batterio) e "termo-resistente. È un batterio costantemente presente in diversi habitat rappresentati da acque dolci superficiali che può contaminare l'acqua degli impianti di umidificazione, di condizionamento, acque non trattate usate a scopo domestico od industriale, pulviscolo atmosferico. Le condizioni che influenzano la sua crescita sono:
? Temperatura dell'acqua tra i 20 ed i 45°C, a temperature inferiori non si riproducono, mentre a temperature superiori non sopravvivono. Sebbene la crescita avvenga circa a 37°C, in acqua fredda rimane inattivo, ma appena la temperatura dell'acqua cresce può svilupparsi di nuovo.
? Materiali organici, sedimenti, incrostazioni, o alcuni materiali utilizzati per la costruzione d'attrezzature sono i nutrienti per la proliferazione della Legionella.
? Ulteriori forme di nutrimento per il microrganismo sono i normali costituenti delle acque (alghe, amebe, protozoi).
Nell'uomo il batterio si trasmette per via respiratoria - aerosol o microaspirazione d'acqua contaminata - provocando infezioni respiratorie che possono sfociare nella forma più grave della polmonite, che se non curata tempestivamente può causare il decesso, oppure in forme febbrili con necessità di cura a base d'antibiotici o tendenza spontanea alla guarigione. La malattia ha un'incubazione di circa 10 giorni.
La patologia è tipica dei paesi caldi. Negli ultimi anni in Spagna si sono verificati molti casi di decessi per legionellosi, per questo il Ministero della Salute Iberico ha commissionato uno studio fra tutti i disinfettanti che possono essere utilizzati per la disinfezione delle torri di raffreddamento e dei sistemi d'aria condizionata, grandi focolai di questa infezione. Dalla studio è emerso che il Virkon è il miglior prodotto in commercio grazie all'efficacia contro la Legionella, alla non tossicità, alla sicurezza ambientale ed alla compatibilità con i materiali degli impianti. Nella disinfezione delle torri di raffreddamento si utilizzano maggiormente prodotti che rilasciano cloro. Al loro uso sono legati i seguenti problemi:
1. aggressività dell'applicazione: il cloro può provocare effetti corrosivi dei sistemi trattati portando alla diminuzione della durata delle apparecchiature; materiali di rame e d'alluminio a contatto, sotto l'azione del cloro rilasciato, possono incorrere nella corrosione galvanica; la defoliazione locale o stratificata dei materiali è un buon terreno di crescita per la legionella; il cloro può provocare fessure e crepe nella struttura dei serbatoi refrigeranti e nei tubi di passaggio dell'acqua.
2. incompatibilità del cloro: alcuni materiali dei sistemi di raffreddamento, giunti impermeabili in silicone o materiali a base di zolfo, reagiscono con il cloro rilasciando immediatamente fumi irritanti ed altamente tossici; in seguito a queste reazioni la concentrazione del cloro necessaria per la disinfezione viene a mancare, rendendo la procedura, oltre che nociva, anche non efficace.
3. rilascio di cloro: i fumi sono pericolosi per gli operatori e per l'ambiente.
4. reattività del cloro con sostanze organiche: l'azoto e le ammine presenti naturalmente nel materiale organico sono molto reattive con il cloro, la loro reazione porta alla formazione di sostanze irritanti che sopravvivono anche dopo lo scarico dell'impianto (i batteri metabolizzano la clorammina in ossidi di azoto altamente nocivi e tossici per l'ambiente e l'uomo).
5. sostanze cancerogene: la clorazione dell'acqua e le reazioni del cloro con sostanze organiche portano alla formazione di prodotti cancerogeni, quali trialometano, acidi aloacetici, clorofenoli, bifenoli policlorinati.
Le torri di raffreddamento ed i sistemi d'aria condizionata dovrebbero essere disinfettati applicando un trattamento d'urto, almeno due volte l'anno; nel caso di impianti utilizzati stagionalmente, prima dell'uso e al termine. Dopodiché il programma di disinfezione deve essere mantenuto durante tutto l'utilizzo del sistema, ogni componente strutturale deve essere continuamente controllato per prevenire danni, fenomeni corrosivi, formazione di sporco e di ogni altra situazione che può interferire con il normale funzionamento dell'impianto. La qualità dell'acqua usata all'interno dei sistemi deve essere tale da garantirne l'innocuità microbiologica costante. Infine sono necessari criteri di controllo del sistema periodici per valutare l'efficacia del programma di disinfezione adottato.
COSA SONO I METALLI PESANTI?
Metallo pesante
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Non esiste una definizione universalmente accettata di metallo pesante basata sulle proprietà chimico-fisiche. Sono state proposte delle definizioni in base alla densità (un metallo pesante sarebbe un elemento chimico la cui densità sia maggiore di 5 grammi per centimetro cubo) o in base al peso atomico (un elemento il cui peso atomico sia maggiore di 20). D'altra parte le principali caratteristiche chimiche dei metalli pesanti, ossia il carattere cationico con diversi stati di ossidazione e l'elevata attitudine a formare complessi molecolari nel citoplasma cellulare, fa includere nell'elenco dei metalli pesanti anche elementi, come il selenio e l'arsenico, che non sono metalli, sebbene siano dotati di proprietà fisiche e chimiche simili a quelle dei metalli in senso stretto. Per questi motivi è stato talora proposto di abbandonare la classificazione in base alla densità o al peso atomico in favore di una nuova classificazione tripartita degli elementi chimici a seconda che esibiscano una prevalente affinità per gli atomi di ossigeno, per quelli di azoto e zolfo, o infine un comportamento intermedio tra le due precedenti categorie[1].
Indice
1 Metalli in traccia
2 Sintomi di alcuni metalli pesanti
3 Note
4 Bibliografia
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni
Metalli in traccia
Un sottogruppo particolarmente importante in biologia e in medicina è costituita dai cosiddetti metalli in traccia (o elementi in traccia), gli elementi chimici presenti nei fluidi biologici degli organismi viventi in concentrazioni inferiori a 1 μg per grammo di peso[2]. In base agli effetti fisiopatologici i metalli in traccia possono essere suddivisi in due gruppi: nel primo gruppo gli elementi essenziali per la vita in quanto implicati in importanti processi metabolici, mentre nel secondo gruppo sono contenuti elementi tossici per gli organismi viventi anche a basse concentrazioni. Nel caso degli esseri umani sono noti quindici elementi in traccia essenziali: arsenico, cobalto, cromo, rame, fluoro, ferro, iodio, manganese, molibdeno, nichel, selenio, silicio, stagno, vanadio e zinco[3], mentre il secondo gruppo contiene elementi quali cadmio, mercurio, cromo e piombo[4]
Sintomi di alcuni metalli pesanti
Di seguito i sintomi da intossicazione da metalli pesanti:
Alluminio: danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria, autismo.
Antimonio: danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco.
Arsenico: cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle.
Bario: ipertensione, paralisi.
Bismuto: dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea.
Cadmio: diarrea, dolori di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici, tumore.
Cromo: danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare.
Rame: irritazioni al naso, bocca ed occhi; cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni. Emicranie croniche
Gallio: irritazione alla gola, difficoltà respiratorie, dolori alla cassa toracica.
Afnio: irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose.
Indio: danni al cuore, reni e fegato.
Iridio: irritazione agli occhi e al tratto digestivo.
Lantanio: cancro polmonare, danni al fegato.
Piombo: danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficoltà di apprendimento, distruzione del sistema nervoso.
Manganese: turbe alla coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro.
Mercurio: distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA.
Nichel: embolia polmonare, difficoltà respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche della pelle.
Palladio: altamente tossico e cancerogeno, irritante per le mucose.
Platino: alterazioni del DNA, cancro, danni all'intestino e reni.
Rodio: macchie alla pelle, potenzialmente tossico e sospetto cancerogeno.
Rutenio: altamente tossico e cancerogeno, danni alle ossa.
Scandio: embolia polmonare, danni al fegato.
Stronzio: cancro ai polmoni, nei bambini difficoltà di sviluppo delle ossa.
Tantalio: irritazione agli occhi e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore.
Tallio: danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi.
Stagno: irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficoltà ad urinare.
Tungsteno: danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi.
Vanadio: disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni allo stomaco ed intestino.
Ittrio: altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato.
COSA SONO I NITRATI? E' VERO CHE I NITRATI NELL'ACQUA SONO CANCEROGENI? E' VERO CHE L'AIRC RACCOMANDA DI USARE OSMOSI INVERSA PER ELIMINARE I NITRATI DALL'ACQUA?
No non è vero. Si tratta di una bufala. L'AIRC associazione Italiana Ricerca sul Cancro non ha mai scritto articoli che dicono che i nitrati nell'acqua sono cancerogeni, tantomeno di utilizzare osmosi inversa per eliminarli.
I nitrati si trovano naturalmente discolti nell'acqua e non esistono studi che dimostrino che siano cancerogeni. Ovviamente esistono dei limiti nelle concentrazioni per la potabilità.
Segue def di Nitari da Wikypedia
Nitrato
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I nitrati, composti in cui è presente lo ione nitrato, sono i sali dell'acido nitrico.
Sono tutti molto solubili in acqua e per questo motivo sulla crosta terrestre si possono trovare solo in territori estremamente aridi. I più diffusi in natura sono il nitrato di sodio e il nitrato di potassio.
I sali dell'acido nitrico più famosi e di maggior importanza sono i seguenti:
Nitrato di alluminio
Nitrato di ammonio
Nitrato di argento
Nitrato di potassio
Nitrato di piombo
Nitrato di stronzio
Nitrato di tallio
Nitrato di zinco
Applicazioni e importanza
Lo ione NO3- ed alcuni suoi sali ricoprono un'importanza fondamentale sia per la natura sia per l'uomo; esso è infatti indispensabile per il metabolismo vegetale, e quindi per il mantenimento di tutti gli ecosistemi. Inoltre è un ottimo fertilizzante, soprattutto quando è compreso nel nitrato d'ammonio NH4NO3, un suo sale, a causa dell'elevato contenuto d'azoto.
Nel secolo scorso il sale AgNO3, o nitrato d'argento, è stato adoperato per lo studio e la creazione dei primi apparecchi fotografici, ed è tuttora adoperato per saggiare la potabilità dell'acqua di rubinetto. Infine, il suddetto ione è anche il nutrimento dei cosiddetti batteri denitrificanti, che hanno il ruolo biologico di produrre azoto molecolare N2 a partire da esso. Il nitrato di argento è anche utilizzato come catalizzatore nella reazione che è alla base del funzionamento dell'alcool test.
Diverse categorie di nitrati sono utilizzati come conservanti dall'industria alimentare. Sono indicati nelle etichette con le sigle E251 ed E252.
Le carni, come l'acqua potabile e numerosi ortaggi, contengono naturalmente nitrati e nitriti. Nitrati sono aggiunti come additivi perché mantengono il colore rosso della carne e per la loro funzione antibatterica contro il botulino, uno dei più tossici. Ugualmente, i nitriti sono un componente del salnitro impiegato nella preparazione degli insaccati, e trovano un impiego in quantità minori per esaltare il colore e il sapore della carne.
I nitrati sono presenti anche in alimenti di origine vegetale, specie a causa dei fertilizzanti.
I nitrati possono essere trasformati in nitriti durante la preparazione e conservazione dei cibi, o durante la digestione, in un ambiente umido poco illuminato e acido, dall'azione di particolari batteri nitrificanti. Le ammine sono presenti nei prodotti alimentari contenenti proteine (carne, salumi, formaggi). Come i nitriti, a seguito di determinate reazioni in ambiente acido, possono formare nitrosammine, classificate come cancerogene.
Tuttavia, vitamina C (acido ascorbico) e la vitamina E (alfa-tocoferolo) sono capaci di inibire la conversione dei nitriti in nitrosammine, trasformandole in ossido nitrico, importante per la vasodilatazione ed il controllo dell'aggregazione piastrinica, dunque con un effetto antitrombotico; in altri casi, la reazione chimica produce acido nitrico.
CROMO ESAVALENTE
Il cromo è un metallo duro, lucido, di colore grigio acciaio; può essere facilmente lucidato, fonde con difficoltà ed è molto resistente alla corrosione.
Gli stati di ossidazione più comuni del cromo sono +2, +3 e +6, di cui +3 è il più stabile; gli stati +4 e +5 sono relativamente rari. I composti del cromo +6 (cromo esavalente) sono potenti ossidanti, e gli effetti tossici e cancerogeni del cromo esavalente sono principalmente imputati a questa caratteristica, rendendolo fortemente aggressivo nei confronti dei sistemi biologici.
Il cromo metallico e i composti del cromo trivalente non sono normalmente considerati pericolosi per la salute, ma i composti del cromo esavalente (cromati e bicromati) sono molto tossici se ingeriti o se i fumi vengono respirati.
Nel 1958 l'Organizzazione Mondiale della Sanità consigliò una concentrazione massima ammissibile per il cromo esavalente di 0,05 mg/l (50 microgrammi) nell'acqua potabile, sulla base di misure di salvaguardia per la salute. Tale raccomandazione è stata rivista molte volte, ma il valore fissato non è mai stato elevato.
A partire dal 1º luglio 2006 è diventata obbligatoria la Direttiva della Comunità Europea 2002/95/CE (RoHS) che vieta l'utilizzo di cromo esavalente come componente nei rivestimenti anticorrosione in vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
In provincia di Bergamo si è fatto un gran parlare di questo soggetto perché si sono trovate contaminazioni di Cr6 in alcune zone ben precise attorno a Treviglio - la cosa pur essendo negativa è stata comunque ingigantita per motivi politici e anche cavalcata da venditori di depuratori truffaldini "per eliminare il Cromo esavalente e non rischiare il cancro" anche dove non c'è nessuna contaminazione da Cromo Esavalente e anche le soglie di sicurezza dell'OMS sono state "taroccate" spesso con affermazioni che l'OMS raccomanda un massimo di 5 microgrammi litro mentre il limite non è mai stato inferiore a 50 microgrammi e raramente è stato superato.
DEPURATORE
Quelli che vengono comunemente chiamati "depuratori" sono "impianti per il trattamento dell'acqua potabile al punto d'uso". Questa precisazione in Italia è indispensabile perché anche se tecnicamente uno di questi impianti potrebbe depurare un'acqua non potabile, questo è vietato dalla legge. Tali impianti di trattamento acqua (normalmente chiamati "depuratori") possono essere applicati SOLO su acqua che è già potabile e viene fornita dall'acquedotto pubblico o da un pozzo la cui acqua sia stata dichiarata potabile dalle autorità competenti.
I veri depuratori o potabilizzatori sono quindi impianti industriali per la potabilizzazione dell'acqua. A causa di mancanza di fondi e altre problematiche non tutti i potabilizzatori forniscono acqua di alta qualità. Inoltre l'Acquedotto garantisce la potabilità solo fino al contatore centrale e da li in poi tutto quello che succede è responsabilità di singoli condomini, proprietari ecc. AIn Italia spesso ci sono centinaia di metri di tubatore vecchie, arrugginite e rivestite di amianto, incrostate di ferro, calcare ecc dove si annidano batteri prima di arrivare effettivamente al rubinetto di casa tua. Ecco perché molte persone preferiscono installare un impianto domestico di trattamento dell'acqua e lo chiamano impropriamente "depuratore". Alcune di queste apparecchiature possono fornire acqua gassata e fredda. le tipologie di impianti permesse dalla legge sono descitte nei D.M. del Min. Salute sul trattamento acqua potabile. Includono Osmosi Inversa, Microfiltrazione, Addolcimento.
DUREZZA
La durezza è legata alla presenza di sali, calcio e magnesio. I valori di legge consigliati vanno da 15 a 50°f. Valori intorno ai 20 gradi francesi sono riscontrabili in acque poco dure, al contrario i valori intorno ai 40°-50° indicano la presenza di acque dure. Dal punto di vista tossicologico l'acqua dura non è pericolosa per l'uomo. Tuttavia alcuni la trovano "pesante" e preferiscono acqua leggere con bassa minimamente mineralizzate.
Più l'acqua è dura e più le tubature, gli elettromestici come lavatrici ecc, le caldaie, docce e rubinetti sono soggetti ad incrostazioni di calcare che ne limitano la portata e spesso ne causano il mancato funzionamento.
NITRATI
I nitrati rappresentano l'ultimo stadio dell'ossidazione dell'azoto proteico. L'incremento della loro concentrazione nelle acque può indicare una contaminazione pregressa; tuttavia, i nitrati possono derivare anche dalla solubilizzazione del materiale roccioso o dilavamento dei terreni con fertilizzanti a base di nitrato d'ammonio.I nitrati sono principalmente imputabili all'azione dei fertilizzanti azotati usati in agricoltura che percolano nel terreno attraverso l'azione della piogga e raggiungono le falde acquifere.I nitrati oltre 100 mg/l possono provocare una riduzione del tasso di emoglobina nel sangue e cianosi dei lattanti.In base alla legge italiana i valori non devono comunque superare i 50mg/l. Le acque destinate ai bambini devono contenere al massimo 10mg/l di nitrati.
In generale tuttavia le acque di rubinetto non superano il limite dei 50 mg/l nemmeno lontanamente - in ogni caso è bene ribadire che non mai stato dimostrato che i nitrati nell'acqua siano cancerogeni al contrario di quello che spesso si trova sui siti o nelle parole di venditori di impianti trattamento acqua.
Se vengono convertiti in Nitriti possono dare vita a compostri cancerogeni.
NITRITI
I nitriti derivano dalla trasformazione dei nitrati ad opera di batteri presenti nell'acqua e nel nostro organismo. Si tratta di una forma poco stabile e pertanto la sua presenza in un'acqua sotterranea, specie se accompagnata a quella dello ione ammonio, indica chiaramente un processo ossidativo ancora in atto.In base alla legge italiana i nitriti non devono superare i 0,5 mg/l. Queste sostanze (nitriti) sono ritenute indice di inquinamento e sono concerogene. Molto spesso riguardo all'acqua si concentra l'attenzione sui nitrati che non sono di per sè nocivi se non si trasformano appunto in nitriti.
OSMOSI - OSMOSI INVERSA
L'Osmosi è un fenomeno naturale, un processo fisico spontaneo, vale a dire senza apporto esterno di energia, che tende a diluire la soluzione più concentrata, e a ridurre la differenza di concentrazione. In pratica l'acqua conmeno concentrazione di sali e sostanze disciolte, tende a penetrare la membranna semipermeabile che la divide da acqua con maggior concentrazione di sali e quindi si crea una pressione che spinge l'acqua in quella direzione detta "pressione osmotica". E' un fenomeno importante in biologia ed ha a che fare col il trasporto di sostanze nutritive nelle cellule ecc.
Esercitando una pressione in direzione opposta si ottiene l'osmosi inversa.
L'osmosi inversa è invece il fenomeno che si verifica quando si applica, alla superficie di una membrana semipermeabile che separa due soluzioni di concentrazione diversa, una differenza di pressione contraria alla pressione osmotica e a essa superiore, per cui il flusso del solvente avviene dalla soluzione più concentrata a quella più diluita. L'osmosi inversa è una delle tecnologie usate per rendere potabile l'acqua marina e purificare le acque degli acquedotti dal rubinetto di casa.
Infatti in questo modo l'acqua che contiene sostanze viene fatta passare attraverso la membrana osmotica e dall'altra parte si ha praticamente solo acqua sempre più pulita e le impurità restano al di qua della membrana.
L'osmosi inversa è il tipo di filtrazione dell'acqua che rimuove la maggior parte delle sostanze in essa disciolte, incluso metalli pesanti ecc. che altri sistemi non riescono a eliminare, tuttavia abbassa drasticamente anche il contenuto di calcio e magnesio. Nelle zone dove l'acqua ha già buone caratteristiche qualitative e basso residuo fisso non è necessario utilizzare questa tecnologia, ma è più che sufficente una buona microfiltrazione.
PH
E' un parametro che misura l'acidità o la basicità dell'acqua (scala da 0 a 14). Se il valore è 7 l'acqua è neutra: valori inferiori a 7 indicano che l'acqua è acida; valori superiori a 7 indicano che l'acqua è alcalina. I valori delle acque potabili possono variare da 6,5 a 8,5. Il valore del PH è dovuto alla presenza di sali e sostanze disciolte nell'acqua. Di per sè l'acqua (H2O) non è acida nè basica, ma è appunto neutra (PH 7). L'acqua potabile è sempre all'interno dei paramentri di legge.
SOLFATI
I solfati sono composti contenenti zolfo e sono normalmente presenti nell'acqua in seguito al suo naturale passaggio attraverso le rocce del sottosuolo, i valori consentiti dalla legge italiana non devono superare i 250 mg/l.
STIRENE (resina principalmente usata negli addolcitori)
Lo stirene (noto anche come stirolo, feniletilene o vinilbenzene) a temperatura ambiente è un liquido oleoso trasparente dal caratteristico odore dolciastro; è tossico e infiammabile. Insolubile in acqua, si scioglie nei più comuni solventi organici.
Effetti tossici sull'uomo:
L'esposizione a concentrazioni superiori (200-400 ppm) causa irritazione transitoria delle mucose congiuntivali e nasali e frequentemente cefalea, vertigini, sonnolenza, turbe della memoria diminuzione dei riflessi; a 500 ppm è costante l'irritazione congiuntivale delle prime vie aeree ed è frequente la tosse.
Una sintomatologia irritativa a carico delle congiuntive si manifesta per un'esposizione a 800ppm; la permanenza a queste concentrazioni causa svogliatezza, sonnolenza, astenia muscolare e depressione.
Lo stirene liquido, essendo una sostanza molto irritante, può causare eritema, xerosi e delle fissurazioni; l'insorgenza di dermatiti può essere facilitata dal contemporaneo uso di altri solventi.
Lo stirene può determinare alterazioni a carico del sangue caratterizzate da riduzione dei globuli bianchi con linfocitosi relativa, alterazioni della funzionalità epatica e talvolta sono state evidenziate in alcuni soggetti esposti a turbe digestive, nausea, vomito, perdita di appetito e stanchezza.
Lo stirene è stato riconosciuto ufficialmente come cancerogeno dal XII rapporto sui cancerogeni, pubblicato il 10 giugno 2011 dal Dipartimento Statunitense di salute, Programma Tossicologico Nazionale.[3]